La lettera scritta dal pentito Domenico Bidognetti indirizzata al pm Giovanni Conzo :
“Sono Domenico Bidognetti, un
vostro compaesano che mi sono pentito di tutto ciò che ho fatto in venti anni
che ho trascorso nelle file dell'illegalità, del cosiddetto clan dei Casalesi
che non è altro che una ragnatela per accaparrarsi la vita degli altri in modo
che la loro diventi longeva. Possiamo dire che è una vera e propria piovra che
ha tentacoli dappertutto, succhiandosi il sangue di tutti gli onesti cittadini.
Commercianti, imprenditori, facoltosi, a tutti fanno piegare alle loro dipendenze.
E nessuno ha né forza, né coraggio di ribellarsi, visto che sono coloro che
veramente amano i loro figli e i loro cari ecc. Dico questo, perché i mafiosi
del nostro paese, solo questo sanno fare e cioè minacciare persone buone,
brave, oneste. Ma vi posso assicurare, che loro i mafiosi, sono solo dei
buffoni quando nessuno li denuncia, basta una denuncia per farli impaurire come
dei conigli che scappano davanti a degli spietati cacciatori, sono bravi solo
in gruppo. Sanno approfittare dei bravi e buoni, sono solo dei vigliacchi. Mi
riferisco a voi, perché voi siete la forza, siete il coraggio, siete
intelligenti, siete il motore della legalità, il motore che può affrontare a
queste vecchie auto d'epoca che non si contano più, voi con la vostra intelligenza
e la vostra fede, la vostra non violenza e tutto ciò che avete in voi, potete
sconfiggere il male di questo paese, di questa città, di questo mondo. Io me ne
sono accorto troppo tardi, io non ero nato per fare quello che ho fatto, quello
che ho commesso, il male, il terrore, io sono nato in una onesta famiglia di
lavoratori, come tutte le vostre famiglie, ma è successo che
durante il percorso della mia vita esattamente quando avevo 22 anni ho iniziato
a frequentare i miei ex amici, dico ex, perché ho cambiato percorso di vita e
di fede. Ho iniziato a credere in Dio e questo mi ha aiutato anche ad
avvicinarmi alla legalità. La goccia che fece traboccare il vaso, fu quando mia
figlia, la luce dei miei occhi mi disse che si doveva fare incidere sul polsino della
camicia le mie iniziali, del mio nome e cognome, a mia domanda del perché, mi
disse che quando vado a pagare alla cassa vedono le iniziali tue e non si
prendono i soldi. A me in quel momento, mi cadde il mondo addosso, volevo
morire, perché io ai miei figli gli avevo insegnato sempre la strada della
legalità, la mia paura era proprio quella che un domani i miei figli potevano seguire le
mie orme, alla fine stava succedendo proprio quello che io non avevo vedere,
che ho cercato sempre di mandarli a scuola per farli studiare e farli
frequentare amici e amiche, figli di persone perbene. Ma il mio calvario è
iniziato già quando mi resi conto che avevo un figlio grande e mi riferisco al
secondo che ha 15 anni. Questo calvario è iniziato qualche annetto
prima della mia collaborazione.
Mi fissai che me lo potevano uccidere per vendicarsi di qualche loro congiunto
che io avevo ucciso. Pensavo anche che me lo portavano a mala strada visto che
so bene come funzionano le cose. Poi pensavo a tutto il male che ho fatto a
persone oneste e meno oneste e così ho maturato ciò che ho fatto, e cioè mi
sono pentito di tutto. Quante notti non dormivo pensando il passato, a quello
che ho fatto. Mi dovete perdonare se non scendo nei dettagli, non potete mai
immaginare quanto mi sento male. Vi so dire solo che io, Domenico Bidognetti,
chiedo scusa e perdono non solo alle persone che ho fatto del male, ma bensì
anche ai loro cari e a tutti voi del mio paese e tutta la comunità delle
persone oneste che lavorano onestamente. Io chiedo a voi tutti, senza scelta di
persone, visto che tra voi ci si può trovare anche qualche figlio di qualcuno
che io ho fatto del male, come qualche figlio di mafioso, e tanti figli di persone
oneste visto che nella nostra terra ci sono più persone oneste che disoneste, mi
riferisco a tutti voi. La legalità è la cosa più bella del mondo e non vorrei che
voi figli di questa terra ve ne accorgerete a 42 anni come ho fatto io, voi dovete
combattere per difendere la vostra terra, per il vostro futuro e quello dei vostri
figli. Per la libertà di tutti, per pulire il paese da questo cancro, voi siete
la medicina del terzo millennio che se volete estirpare questo cancro dalle
radici e pianterete solo ulivi, alberi della pace. Vi dico che oggi lo Stato è
molto presente, siete voi giovani che siete assenti, bussate alla porta che vi
sarà aperta, chiedete che vi sarà dato. Non permettete più a nessuno di
appropriarsi delle cose degli altri senza averne nessun diritto. Non dovete
avere paura di denunciare, vi posso dire solo che ogni persona che denuncia al
mafioso che le calpesta i piedi, il mafioso non lo guarderà mai più neanche
storto, visto che temono tanto le denunce, anzi,vi tuteleranno, non dovete aver
paura di nessuno. Loro sono di carne come voi, non hanno niente più di voi,
anzi voi avete tanto più di loro. Vi posso dire, che non li temo questi signori
del male, anzi se potessi vederli con voi in prima fila a combattere il male ed
insegnargli i punti deboli dei mafiosi a rispondere a tutte le vostre domande,
a fare tutto per aiutare il prossimo, ad aiutare voi in tutto e per tutto. Voi
siete dei figli reali, e dovete stare nelle acque limpide e
cristalline non nei laghi o spazzatura per non dire un'altra parola. Stiamo nel
terzo millennio e non possiamo permettere ancora a questi signori di
appropriarsi dei vostri sogni. Se vi sto parlando così, è solo perché ho
conosciuto i veri galantuomini che sono coloro che ho frequentato in questi sei
mesi, l'ho constatato con i miei occhi i sacrifici che fanno per affrontare l'illegalità, rischiano la vita
per salvaguardare le nostre vite e quando dico nostre, mi riferisco a tutti i
cittadini italiani e non. Io, ho trovato persone, uomini, donne che lavorano
ventiquattro su ventiquattro ore, trascurando le loro famiglie, se devono
vivere con quei pochi mezzi che hanno a disposizione devono fare economia in
tante cose e per questo vi ripeto, che danno la loro vita per salvaguardare quella dei
cittadini. Io, fino a quando sarò vivo, sarò sempre al vostro fianco per
combattere il male. Non dimenticate mai che il male si combatte con il bene e
con l'amore perché l'amore è quello che riesce ad entrare anche nei cuori
persi, nei cuori morti, non si combatte il male con dell'altro male, non si
devono fare le guerre, basta denunciare l'illegalità, perché ci sono uomini e
donne che sono addetti a procedure legali. Uno di questi uomini lo avete di
fronte a voi, vi sta leggendo questo mia missiva, credete in lui. Le sue parole
sono sante, quest'uomo non è un giustiziere. Io, in lui ho trovato tutto quello
che ho sempre cercato in tanti anni della mia vita. Vi racconto solo un evento.
I primi giorni della mia collaborazione, quando mi sedevo sulla sedia per
deporre, e mi transitava qualcuno alle mie spalle per cose sue e io per altro io
saltavo dalla sedia, il cuore mi saliva in gola, vi chiederete perché? Perché nella
mala, quando qualcuno si porge alle spalle, lo fa solo per strangolare, ma non
vi nascondo che ho pensato tante cose avendo pienamente fiducia delle persone che
mi trovavo di fronte, in particolare, di questi uomini che oggi avete di fronte e ai suoi colleghi. Non
potete immaginare che cuore grande che tiene quest'uomo e quanta umanità. Vi
ripeto, credete in lui e a tutto ciò che vi dice perché lui non vende sogni,
anzi è lì proprio per aiutarvi a realizzare i vostri sogni. Lui è un servitore
dello stato messo lì proprio per voi giovani. Se siete figli di imprenditore,
dite ai vostri papà di denunciare coloro che si presentano a chiedere
l'estorsione, dite ai vostri papà di non dare mai appoggio a queste persone, di
non dare mai ospitalità quando ne hanno bisogno per coprirsi la latitanza,
ditegli di non scendere a patto con loro, di non farle da prestanome, di non
fare i lavori a società con loro, perché il mafioso, senza il fiancheggiatore che
l'appoggia in tutto ciò, non è nessuno diventano grandi con l'aiuto di questi fiancheggiatori, senza di loro,
non possono arrivare da nessuna parte. I fiancheggiatori, sono la forza, il
motore dei mafiosi, e tante persone non si rendono conto del male che fanno ai
propri cittadini e ai propri figli dando appoggio ai mafiosi. Poi, una volta
che sono entrati in casa vostra, non ne usciranno più fino a quando non si sono
succhiati fino all'ultima goccia di sangue. Sono delle sanguisughe. Ma non
solo, non hanno rispetto di niente e di nessuno, quando entrano nelle vostre
case, sono tutti educati e rispettosi, poi piano piano, si prendono anche il
letto matrimoniale. Sanno colpire i punti deboli di ogni famiglia, anche se
hanno un codice da rispettare, ma nessuno rispetta niente e a nessuno, visto che
sono tutti una truffa. Vanno solo per prendere quanto più possono. Non aprite
mai la porta a uno di questi. Io, sto parlando a voi come un genitore parla ai
propri figli, non sta parlando Bidognetti, Bidognetti è morto. E' il mio cuore
che ha fatto in tempo a salvare, che vi parla e che ha messo nelle mani della
legge, della legalità, nelle vostre mani e cioè quelle di voi giovani. Vi abbraccio
con affetto come una mamma abbraccia i propri figli”.