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Il coraggio di non rassegnarsi al destino

E' come se all'improvviso una scossa di corrente ti facesse perdere l'equilibrio. Si spezzasse la corda sulla quale, in bilico, riuscivi comunque a camminare. Il filo che legava la passione e il sentimento all'impegno partitico. E' come se l'amore della tua vita dopo anni di convivenza ti dichiarasse tutta la sua noia. Non volevamo vivere bene, ma sopravvivere e non siamo riusciti nemmeno in quest'intento. Con la scomparsa dei comunisti, dei socialisti, dei verdi ed anche della fiamma tricolore dal Parlamento termina l'accanimento terapeutico nei confronti delle ideologie politiche del 900, che oggi tirano il loro ultimo sospiro. Finisce la Seconda Repubblica, iniziata sull'onda emotiva del terremoto di Tangentopoli ed inizia la Terza Repubblica. Il sogno di Berlusconi, dopo l'attenta escursione mediatica nelle menti e nelle coscienze, si materializza: Una repubblica presidenziale dove alle ideologie si sostituiscono le persone, i presidenti, e dove l'omologazione commerciale del prodotto "politica" porta a restringere in maniera oligarchica la sfera del potere e a spazzare via ogni diversità, ogni slancio sentimentale, ogni approccio romantico. I vecchi partiti che convinti delle loro idee cercavano di diffonderle tra il popolo in una quotidiana opera di blando indottrinamento, vengono sostituiti dai partiti moderni che invertono la tendenza e si lasciano guidare dai sondaggi che scrutano i desideri più intimi delle persone per costruirci intorno programmi politici e linguaggi propagandistici. Il politico si trasforma quindi, ribalta il suo approccio, diventa un menestrello, un giullare, un imbonitore che ti racconta di un Italia che non esiste perchè è quello che tu vuoi sentirti dire. Ti promette l'abolizione dell'Ici e del Bollo e ti condanna ad una vita di precarietà con la legge 30. Gioca sulla tua paura di essere violentata o rapinato e ti applica la legge Bossi-Fini espellendo insieme ai loro corpi la cultura e la storia dei Neri d'Africa, dei Rom, dei Khorakhané, dei Sinti, dei Camminanti, dei Balcanici, dei Rumeni, degli Albanesi, degli Indiani, di lavavetri e badanti, di braccianti agricoli e allevatori bufalini provetti. Tra di loro c'è qualcuno che ruba per vivere, ma anche tra di noi e non per vivere, come i nostri amici avvocati che fanno i brogli con le assicurazioni e i nostri amici imprenditori che vanno a cena con i camorristi. Gioca sulla paura di tuo padre e tua madre e ti applica la legge Fini-Giovanardi che equipara le droghe leggere a quelle pesanti, che non si interroga sul problema ma ti propone direttamente la soluzione, che  ti sbatte in galera un ragazzino che fuma uno spinello mentre quotidianamente nel parlamento e negli appartamenti romani dei parlamentari si consuma il consueto banchetto a base di cocaina e sesso di prima scelta. Ora mi aspetto di tutto, dalla repressione totalitaria a ogni piccolo barlume di speranza nel mondo del giornalismo, a nuove normative censorie su internet e sulla libertà di espressione. Mi aspetto una legge elettorale con uno sbarramento altissimo che consolida il potere bipartitico di Berlusconi e Veltroni. Mi aspetto una grandissima e selvaggia ondata di cemento in tutta Italia nell'impasto del quale andranno a finire di nuovo i rifiuti tossici. Mi aspetto il ritorno all'energia nucleare con la riapertura della centrale del Garigliano. Mi aspetto l'Inceneritore di Santa Maria la Fossa, che brucerà insieme ai rifiuti indifferenziati le speranza degli agricoltori. Mi aspetto un periodo di omologazione culturale a base di talk show, reality e fiction su carabinieri e poliziotti. Di fronte a questo scenario bisogna reagire. Sempre e comunque.

Pubblicato il 16/4/2008 alle 14.23 nella rubrica Politica.

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